Una marcatura come S3L FO CI HRO SC SR riunisce informazioni diverse nella stessa sequenza. Il primo elemento identifica la classe di sicurezza; le sigle successive descrivono requisiti aggiuntivi.
Questa guida si concentra sulle classi SB, S1, S2, S3, S4, S5, S6 e S7 e sulle sigle P, PL e PS legate alla protezione contro la perforazione. Il punto di partenza è semplice: le classi non formano una graduatoria lineare, ma rappresentano combinazioni differenti di requisiti.
Che cosa significa la lettera S
La lettera S identifica le safety footwear, cioè le calzature di sicurezza disciplinate dalla ISO 20345. Tra i requisiti di base rientra il puntale di protezione, sottoposto a prova di impatto a 200 J e di compressione a 15 kN.
La mappa seguente mostra come sono organizzate le categorie e permette di aprire ogni sigla per consultarne i requisiti principali.
Mappa delle classi di sicurezza
I passaggi che richiedono più attenzione
La struttura diventa più chiara se si isolano tre passaggi: S2 introduce WPA sulla tomaia; la famiglia S3 aggiunge la protezione contro la perforazione e la suola con rilievi; le categorie S6 e S7 introducono WR, riferito all’intera calzatura.
WPA e WR non indicano la stessa cosa: WPA riguarda la penetrazione e l’assorbimento di acqua della tomaia, mentre WR riguarda la resistenza all’acqua della calzatura nel suo complesso.
P, PL e PS: la protezione contro la perforazione
Nel sistema attuale P, PL e PS distinguono configurazioni differenti della protezione contro la perforazione. Il confronto grafico riassume tipo di inserto, chiodo di prova e famiglie di categoria in cui le sigle compaiono.
P, PL e PS a confronto
Questa lettura vale per il sistema introdotto con la EN ISO 20345:2022 e non va retroapplicata alle vecchie marcature. Esistono infatti modelli Giasco S1P e S3 certificati secondo la UNI EN ISO 20345:2012 con inserto antiperforazione non metallico: per questi prodotti è la documentazione della specifica certificazione a descrivere la costruzione.
Classe I e Classe II: perché S4 e S5 stanno su un ramo separato
Le categorie S4 e S5 appartengono alla Classe II, relativa a calzature interamente in gomma o materiale polimerico. La distinzione Classe I / Classe II descrive quindi il tipo costruttivo, non un livello crescente di protezione. La mappa le mantiene su un ramo distinto proprio per evitare una lettura del tipo “S4 viene dopo S3”.
Perché nel catalogo possono convivere S3 e S3L
La spiegazione è normativa. In Italia la UNI EN ISO 20345:2024 è in vigore dal 27 giugno 2024 e ha sostituito la UNI EN ISO 20345:2022. A livello internazionale, la ISO 20345:2021 resta pubblicata con il relativo Amendment 1:2024.
Nel frattempo possono rimanere sul mercato calzature certificate secondo edizioni precedenti. Giasco specifica che i modelli certificati secondo la UNI EN ISO 20345:2012 possono continuare a essere immessi sul mercato fino alla scadenza del relativo certificato. È quindi normale trovare nello stesso catalogo marcature appartenenti a generazioni normative differenti.
| Esempio Giasco su S-Trade | Marcatura | Riferimento riportato dal produttore |
|---|---|---|
| Leopard | S1P | UNI EN ISO 20345:2012 |
| Star | S1PL FO SR ESD | EN ISO 20345:2022+A1:2024 |
| Tiger | S3 SRC ESD | UNI EN ISO 20345:2012 |
| Pag | S3L FO SR ESD | EN ISO 20345:2022 |
| Makalu | S7L FO CI SR | EN ISO 20345:2022 |
| Triglav | S7S FO CI HI HRO SC SR | EN ISO 20345:2022 |
Questo confronto spiega anche perché una vecchia S3 non può essere reinterpretata automaticamente come una S3 del sistema attuale: la classe va sempre letta insieme all’edizione normativa riportata sul modello.
Classe di sicurezza e requisiti aggiuntivi sono due livelli diversi
Una marcatura completa non finisce con la classe. Il visual seguente separa il primo livello di lettura dalle prestazioni aggiuntive che possono seguirlo.
Anatomia di una marcatura
Le marcature supplementari saranno trattate in una guida dedicata, così da mantenere distinta la lettura delle classi da quella dei singoli requisiti.
Anche ESD richiede un approfondimento separato: non coincide con una classe S1–S7 e non è sinonimo di calzatura dielettrica. Per il rischio elettrico è già disponibile la guida S-Trade sulle scarpe antinfortunistiche dielettriche Giasco.
Domande frequenti
S2 PS e S3S sono la stessa cosa?
No. S2 PS indica una calzatura classificata S2 che soddisfa anche il requisito PS. Per rientrare nella categoria S3S devono essere presenti anche gli altri requisiti previsti per quella classe, compresa la suola con rilievi.
S7 significa che la scarpa è impermeabile?
S7, S7L e S7S comprendono il requisito WR, cioè la resistenza all’acqua dell’intera calzatura secondo la prova prevista. La marcatura non equivale però a una promessa generica di impermeabilità in qualsiasi condizione d’uso.
Una vecchia S3 ha necessariamente una lamina metallica?
No. La distinzione attuale P = metallico e PL/PS = non metallico non deve essere applicata automaticamente alle certificazioni precedenti. Esistono modelli Giasco S3 certificati secondo la UNI EN ISO 20345:2012 con inserto antiperforazione non metallico.
Una scarpa S3 è automaticamente ESD, HRO o SR?
No. Queste prestazioni devono essere verificate separatamente nella marcatura e nella documentazione del singolo modello.
Leggere la marcatura partendo dalla classe
La classe fornisce il primo quadro dei requisiti della calzatura; la norma di riferimento e le eventuali marcature supplementari completano l’informazione. Per confrontare modelli reali è quindi utile leggere insieme classe, edizione normativa e documentazione del produttore.
Calzature da lavoro online e supporto ESSE FORNITURE
Su S-Trade puoi consultare le schede delle calzature da lavoro disponibili e confrontare classi di sicurezza, marcature, caratteristiche costruttive e taglie. Per esigenze specifiche, ESSE FORNITURE può fornire supporto nella lettura delle caratteristiche tecniche e della documentazione disponibile per il prodotto. Prima dell’acquisto è utile verificare i requisiti richiesti dall’attività e confrontarli con quelli dichiarati per il singolo modello.
